Lotta allo spopolamento secondo Paolo Ciardiello e Alessandro Mura

Antonio Caria
04/06/2017
Attualità
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Ciardiello: «Bisogna che ci siano dei momenti di condivisione del nostro patrimonio con un turismo sostenibile. Non abbiamo la possibilità di creare indotti industriali. Non abbiamo la possibilità di attingere ricchezza da questa situazione economica. Questa può nascere dalla cultura associata alla proposta di un turismo sostenibile. Per fare questo , però, bisogna essere uniti. Come sindaco m’impegnerò, con gli altri miei colleghi del circondario, in un’ottica nuova, abbandonando i vecchi retaggi del passato. Come ho scritto nel mio programma elettorale, la sola difesa dell’esistente e affrontare il futuro con i paradigmi del passato non sarà sufficiente per affrontare le sfide e le problematiche del passato. Dobbiamo vedere lontano. Dobbiamo fare lo sforzo di dire ai nostri cittadini che pensare a loro vuol dire introdurli in un ambito più grande. Solo con l’unione fra di noi si può combattere lo spopolamento. È chiaro che sarebbe impensabile che piccole comunità abbiano la capacità di produrre sforzi tale per evitare questo fenomeno. La sintonia all’esterno va cercata con l’unione dei nostri Comuni che si prospettano all’ente Regione con delle soluzioni più che delle problematiche che quest’ultima dovrà poi trasportare all’ente Stato. È importante anche una defiscalizzazione e una riduzione delle tasse. Bisogna cercare di fare in modo che la maggior parte delle risorse rimanga sul territorio. La parola è impegno ma anche comunione d’intenti. Se non si prendono degli impegni forti i nostri piccoli paesi potranno continuare a esistere. Spero che lo Stato non stacchi la spina. Secondo me,  Non è solo il risparmio che può creare le condizioni per una rinascita. Io penso, invece, che siano i buoni investimenti e non sono certo le opere pubbliche, molte in disuso. Per un’amministrazione, un’opera pubblica costruita e non funzionante rimane un peso e non una risorsa. Le strade possono essere utili per il rilancio della zona. So che partiranno i lavori nella 131 e l’Anas farà il proprio investimento. Già con questa viabilità, Padria si trova a 20 minuti dal mare e a 40-50 minuti da Orgosolo. C’è la possibilità di rivolgersi ai nostri paesi con un’offerta di turismo diversificata, basata sulla cultura. Penso che se riusciamo a formulare tutti insieme queste proposte, avremo buone probabilità. Ovviamente ci dobbiamo lasciare indietro anche tutto ciò che è preconcetto, anche politico. Anche in virtù di un bilancio che ha delle particolari caratteristiche, dobbiamo riuscire a mantenere ciò che abbiamo, renderlo funzionale alle esigenze dei cittadini. Ciò potrebbe portare anche a rivisitare anche gli antichi mestieri. L’ultima opera pubblica che abbiamo realizzato e che andrà in appalto sono delle case a canone moderato (6 appartamenti) con un recupero del centro storico. Questa è una politica contraria a quella degli anni settanta e ottanta. Noi siamo in adozione di un piano paesaggistico comunale che è tutto in evoluzione. Se lo vedrà il sindaco futuro. Noi abbiamo delle idee vincolate ai principi fondamentali che saranno demandati dalla Regione. Bisogna portare a rivivere i centri storici».

Mura: « È di vitale importanza il sostegno economico per le mamme e le coppie. Intendo attivare dei bandi specifici per gli artigiani e i commercianti, in maniera tale da poter riammodernare la loro attività. Padria ha un problema di tasse. La Tasi non è applicata alla prima casa ma, bensì, alla seconda. In tal senso molti Comuni. anche del Meilogu, hanno previsto l’aliquota zero. Spesso sono dei magazzini oppure case di proprietà di turisti che vengono per un mese all’anno. È un controsenso farla pagare. È mio intendimento inserire l’aliquota zero per le seconde case. Questo è stato oggetto di un’interrogazione e di una proposta che abbiamo presentato anni fa. Il mio programma elettorale presenta degli interventi che intendono dare vitalità al paese, che vanno fatti in sinergia con i paesi vicini. Non ho ricette per combattere lo spopolamento. Bisogna assicurare tutti i servizi e garantire i bonus. Sono delle cose prioritarie, che avranno la mia più totale attenzione. Voglio dire una cosa: io non ero d’accordo per il passaggio all’Unione dei Comuni del Villanova. Rispetto la scelta ma noi siamo Meilogu. La nostra storia va in quella direzione. La vicinanza risolve maggiormente i problemi. Non si può dire: siamo andati  nell’Unione del Villanova perché siamo cinque Comuni e ci saranno più soldi. Questo è uno slogan politico che non ha fondamento.  Sarà molto difficile ma ho un’idea di tornare nell’Unione dei Comuni del Meilogu. A tal proposito, in sede di Consiglio comunale,  avevamo chiesto all’amministrazione comunale di convocare un’assemblea pubblica prima di fare questa scelta. Niente. Si è andati avanti. Su questo punto, io e i miei colleghi di opposizione Matteo Marica e Davide Poddighe abbiamo mantenuto sempre la stessa linea di ragionamento».

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