A Villa Devoto la vertenza sulla siccità

Antonio Caria
10/06/2017
Attualità
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Cagliari. Dopo alcune riunioni, alcune delle quali animate, e la mobilitazione posta in essere dai sindaci e dagli imprenditori agricoli, il problema della siccità è arrivato a Villa Devoto.

Martedì 6 giugno, una delegazione composta dai rappresentanti delle Unioni dei Comuni del Nord Sardegna (Coros, Logudoro, Marghine, Anglona e Bassa Valle del Coghinas, Planargia, Villanova e Meilogu) e delle comunità montane (Goceano e Monte Acuto) hanno incontrato Francesco Pigliaru (presidente della Regione Sardegna), Pierluigi Caria (assessore regionale dell’Agricoltura) e l’ingegnere Roberto Silvano (responsabile del distretto idrografico della Sardegna). All’incontro hanno partecipato parte anche i consiglieri regionali Sandro Unali e Piermario Manca.

Quest’ultimo ha chiesto ai vertici regionali l’immediato riconoscimento dello stato di calamità naturale, l’istituzione del tavolo inter istituzionale, l’intervento immediato per garantire le scorte alimentari agli animali, la garanzia di acqua nelle aziende, avvalendosi dell’aiuto di Forestas e della Protezione civile, il congelamento dialmeno 12 mesi delle rate dell’Inps e dei mutui agrari  e lo sblocco, presso Agea di Roma, dei contributi Pac e Psr.

Tali richieste erano state inserite all’interno di una petizione che, allo stato attuale, ha raccolto 3mila firme cartacee e oltre 6mila in internet.

Emersi numerosi spunti: l’intervento della Protezione civile per garantire l’acqua nelle campagne, l’abbattimento del costo dei trasporti per chi ha acquistato il fieno dal continente, la possibilità di utilizzo dei voucher per l’acquisto di scorte alimentari e il ristoro, oltre che l’attivazione di finanziamenti tramite il Programma di Sviluppo Rurale.

«Il Presidente e l'Assessore hanno condiviso tutti i punti  e si è deciso di non indugiare oltre per chiedere lo stato di calamità e, al contempo, intervenire  immediatamente per prevenire ulteriori danni – ha sottolineato Manca -. Per la prima volta sono gli addetti del settore primario che, per far fronte al dramma che sta vivendo il settore agricolo, chiedono non soldi che arriveranno come ben si sa a "babbu mortu" ma aiuti concreti sotto forma di prevenzione e di scorte alimentari e idriche».

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