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Siccità a Bonorva. L’ira del sindaco Massimo D’Agostino: «l'Assessore dell’agricoltura ritiene non importante venire nei nostri territori e guardare in faccia la disperazione dei nostri agricoltori e dei nostri allevator

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Bonorva. Continua a tener banco il problema della siccità. Nei prossimi giorni il sindaco Massimo D’Agostino, insieme ad altri primi cittadini del Nord Sardegna, sarà ricevuto dall’assessore dell’Agricoltura Pierluigi Caria.

Come sottolineato in un recente incontro che si è svolto a Thiesi e in una lettera inviata il 23 maggio, si chiedeva a Caria la disponibilità a venire di persona nel territorio per spiegare le sue proposte riguardo questa grave piaga che sta affliggendo una parte importante del territorio sardo.

Ciò che ha fatto andare su tutte le furie il primo cittadino di Bonorva è stato il fatto che questo incontro si terrà a Cagliari. «l'Assessore – queste le sue parole – ritiene non importante venire nei nostri territori e guardare in faccia la disperazione dei nostri agricoltori e dei nostri allevatori e ci invita a Cagliari, dove insieme ad un caffè, probabilmente, riceveremo la solita pacca sulla spalla e le solite rassicurazioni, in quei 5 minuti che avremo l'onore di essere ricevuti».

Da qui la decisione di declinare l’invito e di restare a Bonorva: «A questo punto Io non ci andrò. Onestamente non m’interessa niente di andare a Cagliari per perdere tempo, ho tante cose da fare qui, forse per l'Assessore meno importanti di quelle che deve fare lui ma, invece, importanti per la Gente di Bonorva».

Durissimo il suo sfogo: «ho visto l'Assessore girare la Sardegna in lungo in largo per inaugurazioni, convegni sui bandi PSR, e altre occasioni mondane. Io invece avevo chiesto che venisse quì affinché egli, insieme a me, insieme ai miei colleghi, guardasse negli occhi la rabbia e la disperazione di questa gente e avesse il coraggio di prendersi gli insulti dettati dall'impotenza , cose con le quali noi abbiamo a che fare ogni giorno, essendo gli unici rappresentanti delle istituzioni sui territori, mentre tutte queste cose dovrebbero invece essere rivolte verso l'istituzione regionale. Speravo però che riuscisse poi anche a dire quali sono i sistemi che a Cagliari intendono utilizzare per porre rimedio ad una situazione così vergognosa. Evidentemente l'Assessore ha troppi impegni e non ritiene importante discutere con il mondo che egli, invece, dovrebbe rappresentare e tutelare».

Nell’annunciare come sarà lui stesso e la sua amministrazione a spiegare agli allevatori che «faremo tutto quello che possiamo per poter alleviare le loro sofferenze ma che certamente, in tutta questa storia, il ruolo principale è quello giocato dalla Regione». Un riferimento è stato fatto anche al presidente Francesco Pigliaru alla quale saranno sottoposte le problematiche che affligono il mondo delle campagne.

Un’ultima stoccata all’assessore dell’Agricoltura: «spero davvero che si renda conto della grande difficoltà in cui navigano i nostri allevatori e anche se egli non ha la responsabilità del voto, poiché non si è dovuto misurare con lo strumento elettorale ma è stato nominato, spero che abbia la sensibilità e la delicatezza per ripensare al suo comportamento e venire nei territori ad affrontare la rabbia ma anche a dare la speranza ai nostri allevatori».

 

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